8.11.09

06.11.09 ROBERTO SIMONETTI









La "Roma. La Pittura di un Impero" vuole presentare al pubblico un quadro complessivo del livello artistico raggiunto dalla pittura romana in un periodo compreso tra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C., dalla formazione dell'Impero con le conquiste dei regni greco-ellenistici d'Oriente, dominati dai successori di Alessandro Magno, fino al suo tramonto. Sono esibiti in mostra affreschi, a volte intere pareti per offrire un'idea dei sistemi compositivi, dipinti a tempera e ad encausto (cera fusa), su tavola, su lino o su vetro.

La perdita della grande pittura greca nel suo complesso non deve essere d'impedimento per conoscere ed apprezzare quanto di meglio è stato prodotto in età romana; è anzi l'occasione per esaminare più compiutamente le opere pittoriche superstiti cercando di riflettere sulle continuità formali. Era la pittura la forma artistica prediletta dai greci, ancora più della scultura: eppure, di essa si è preservato pochissimo. Del tutto perdute sono le opere della grande pittura dei maestri greci (Polignoto, Parrasio, Zeusi, Apelle), di un livello così alto da essere apprezzate anche a Roma e pagate autentiche fortune. Anche dei più famosi pittori romani si sono salvate solo labili tracce. Di pochi di essi conosciamo i nomi: Studius (o Ludius) esperto nella pittura di paesaggi, e Fabullus (o Famulus), autore della decorazione pittorica della 
 
Domus Aurea di Nerone.

Malgrado ciò, la ricca documentazione romana superstite, per lo più a carattere decorativo, ma non priva di altissimi picchi, ci permette di avere un quadro abbastanza preciso sull'evoluzione dell'arte pittorica dalla Grecia a Roma. Colori in tutte le loro sfumature, ombre e luci, rapporto tra figura umana e paesaggio, tecniche pittoriche che passano da una resa grafica e precisa di tutti i dettagli ad una tecnica più veloce, a "macchia"  (detta anche "compendiaria"), capace di raggiungere con poche e rapide pennellate un effetto quasi "impressionistico" : sono i risultati finali - i soli meglio conosciuti grazie alle scoperte di Pompei, di Ercolano, di Stabia, di Roma stessa, e dell'Egitto con i magnifici ritratti detti del Fayyum - di una cultura artistica che si evolve nel tempo senza soluzione di continuità, e senza perdere il contatto con i grandi maestri del passato.

Gli sfondi delle pareti delle lussuose case romane erano spesso monocromatici, con una predilezione per il bianco, il giallo, l'azzurro, il nero ed il rosso. Il mondo antico era un mondo a colori. Colori brillanti e accesi, che risplendevano sulle pareti delle case, sulle facciate delle tombe, all'interno dei templi e degli edifici pubblici, persino sulle statue in marmo o bronzo. Il mondo in calcare e marmi bianchi e lucenti che noi immaginiamo pensando all'antichità non è mai esistito realmente.
Prevale nella decorazione delle case romane la rappresentazione di un mondo di sogno. E' come se ogni romano, a seconda delle sue ricchezze, tentasse di riprodurre entro le sue residenze il lusso dei palazzi dei principi d'Oriente, o meglio, delle dimore degli dei. Paesaggi fantastici, costruiti utilizzando "schemi tipo", cioè temi di repertorio mutuati dalla tradizione greca e inseriti di volta in volta entro nuovi contesti con un felice senso per originali contaminazioni; nature morte che riproducono le vivande preferite durante i banchetti dell'aristocrazia; scene mitologiche tra le quali prevalgono figure aeree e prive di peso, librate nell'aria e realizzate quasi nella stessa serena essenza dell'aria: è questo ambiente fantastico e irreale che finisce con il creare uno stile autenticamente "romano", in quanto romane sono la committenza e l'ideologia di fondo.

Le opere esposte, provenienti da musei e collezioni italiani ed europei, sono state suddivise in sezioni in base a criteri tematici e cronologici.
Al primo piano, è prevalente un'ottica che privilegia i contesti decorativi: si vedranno così intere grandi pareti, con le loro decorazioni scandite da colonne, pilastri, cariatidi. I singoli "quadri" tematici sono qui visibili nel più ampio campo delle pareti entro le quali erano inserite. Per la prima volta, sarà possibile ammirare, fianco a fianco, le decorazioni di due grandi ville databili alla prima età imperiale: la Villa della Farnesina a Roma e la Villa di Boscotrecase, presso Pompei, per la cui decorazione, non ingiustamente, è stato avanzato il nome di Studius (o Ludius), il grande pittore di paesaggi fantastici noto attraverso il trattato di storia naturale di Plinio il Vecchio.
Al secondo piano, prevale invece una ottica strettamente tematica, in cui i soggetti sono del tutto estrapolati dai loro sistemi decorativi. Sarà possibile esaminare con maggiore precisione scene mitologiche, paesaggi, nature morte, scene di vita quotidiana, senza che l'occhio sia condizionato dal sistema parietale entro cui in origine tali frammenti erano inseriti. Chiude l'esposizione la sezione interamente dedicata al repertorio ritrattistico: sarà qui possibile ammirare l'altissimo livello raggiunto in pittura dal ritratto romano, e in alcuni casi, forse, ancora più che in scultura: dai magnifici esemplari pompeiani, ai malinconici ed espressivi volti su legno o lino del Fayyum, fino ai superbi ritratti dorati su vetro di età tardo antica, tra i più alti raggiungimenti dell'arte di età romana.

Circa 100 opere di eccezionale eleganza e raffinatezza organizzate in cinque diverse sezioni, per ricostruire, dunque, la complessità di una scuola figurativa da cui deriva lo sviluppo dei generi pittorici moderni a partire da Raffaello, solo per citare un esempio. Tutti prestiti provenienti dai più importanti siti archeologici e musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, i musei archeologici di Monaco, Francoforte, Zurigo ma anche il Museo Archeologico di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma, musei famosi e molto frequentati in cui a volte, però, le singole opere possono perdersi. Il valore della mostra è infatti anche nel 'rivelare' pezzi magnifici e famosi, mettendoli  sotto una luce di interpretazione del tutto nuova e allestite in una scenografia ideata dal grande regista Luca Ronconi che torna, ancora una volta, a curare l'allestimento di una grande mostra.





04.11.09 DEBORA DELLA LIBERA

Haute Horlogerie

20.10.09 ELEONORA SPAGNUOLO


MOULIN ROUGE



Insouciance, Légèreté et Joie de Vivre... Voici en trois mots ce qui pourrait le mieux caractériser cette période unique de l'Histoire de France. Un moment de répit entre deux guerres, une période de transition entre deux siècles, où les barrières sociales s'effacent, où le progrès industriel donne à tous l'espoir de vivre mieux, dans un foisonnement culturel particulièrement riche et où l'on s'amuse beaucoup.
Les bourgeois s'encanaillent, la culture populaire est mise à l'honneur dans un joyeux désordre plein de gaieté et de vitalité. Dans ce contexte propice à la création artistique, les cercles littéraires se font et se défont au fil des rencontres tandis que les peintres et les illustrateurs sont particulièrement inspirés par cette ambiance gaie, quelquefois outrancière mais pleine de fantaisie, en rupture avec la rigidité du classicisme en vigueur.
Le Japonisme*, ce courant d'inspiration orientale qui utilise les influences du style japonais dans l'art français, est à son apogée. Toulouse-Lautrec et ses célèbres estampes japonaises, en est le disciple le plus brillant.
Le décor est en place pour l'apparition des premiers cabarets dont celle du Moulin Rouge en 1889.







Moulin Rouge! è un film musical del regista Baz Luhrmann, atipico nel suo genere, perché composto essenzialmente da rivisitazioni e omaggi ad alcuni dei brani storici della musica pop, reintepretati dal cast e dai due attori protagonisti, Nicole Kidman e Ewan McGregor, che stupiscono per le doti canore espresse nel film.
Tra i personaggi principali vi è il pittore Henri de Toulouse-Lautrec (interpretato da John Leguizamo), realmente esistito, uno dei massimi esponenti dello spirito bohémien, che può essere racchiuso in quattro parole, che ricorrono nel film: Libertà - Bellezza - Verità - Amore. Il film mescola la spettacolarità scenica ad un certo surrealismo, in linea con lo spirito della Parigi dell'epoca. Dal punto di vista visivo, predominano i colori caldi, il rosso su tutti, alternati a toni cupi e freddi nelle scene drammatiche di maggior tensione.
La sua uscita è stata considerata la "rinascita" del musical, un genere cinematografico che per molti anni era stato un po' lasciato nel dimenticatoio.
È stato presentato in concorso al 54° Festival di Cannes.








30.10.09 ISABELLA CASSANELLI




BRIEF ANNA E ALEX
Tesi Master Art Direc5on Premium 2009



Product: Gioielli ‐ bijoux

Vision: Reinterpretare con innovazione l’eccellenza dell’artigianato italiano.

Mission: Divenire la prima scelta nel mercato degli ornamenti femminili proponendo un’unica, contemporanea e innovativa interpretazione dell’arLgianato italiano che valorizzi il colore, le molteplici combinazioni di materiali, il design, la qualità.

Communication strategy:  rapporto hand to hand con il
cliente interagendo con una mailing list di contatti che hanno
acquistato almeno una volta. 

Planned Focuses:
Raggiungere un break‐even alla fine del terzo anno di attività;
Costruire una tradizione;
Creare una brand awareness attraverso la carta stampata (redazionali);
Presidiare entro cinque anni due, max tre stores selezionati nel mondo e nelle città cardine designate; Potenziare l’attività su web;

Strategies:
Raggiungere utili tramite la vendita diretta (trunk shows) e la grande distribuzione (selected
stores);
Lanciare due collezioni di gioielli l’anno, introducendo ogni volta creazioni nuove dallo stile incisivo e riconoscibile.
Consolidare il rapporto one‐to‐one con editori,  costume designers e opinion leaders.
Perseguire joint ventures con showrooms e far parte di fiere internazionali selezionate. 
Dare impulso all’e‐commerce alla fine del terzo anno.



Keywords & values: artigianalità, eccellenza, made in italy, lusso, colore, design ‐ gioia, integrità, coerenza, bellezza, eleganza, innovazione, determinazione, passione.







Swot analysis
Strengths
Design distintivo
Made in Italy
Flessibilità
Weaknesses
Riconoscimento di marca
“Two women show”
Opportunities
Divenire un trend per selezionate nicchie di mercato
Incrementare l’intersse per il “fatto a mano”
Far riscoprire l’artigianato e reinterpretarlo
Threats
Concorrenza diretta dei top brands
Decadenza dell’artigianato






29.10.09 ANDREA FEROLLA

OPINION LEADER


http://www.pg.com/en_US/index.shtml




LUSSO               EXTRALUSSO             ECCENTRICITA'



-Io predico la spregiudicatezza-


-il lusso è una teoria mentale prima che fisica-


-less is more-


Gillo Dorfles. Oscillazioni del gusto






CAMP


Il termine camp si riferisce all'uso deliberato, consapevole e sofisticato del kitsch nell'arte, nell'abbigliamento, negli atteggiamenti. Il fenomeno è portato all'attenzione accademica, oltre che durante la rivalutazione delle culture popolari avvenuta negli anni '60, negli anni '80, periodo dell'ampia diffusione del discorso postmoderno applicato all'arte e alla cultura.




Il termine camp compare per la prima volta nel 1909, all'interno del Passing English of the Victorian Era, in cui è spiegato come un termine significante:
"Actions and gestures of exaggerated emphasis. Probably from French. Used chiefly by persons of exceptional want of caracter" ("Azioni e gesti di enfasi esagerata. Probabilmente di origine francese. Usato principalmente da persone che dimostrano un'eccezionale mancanza di carattere").
Nello stesso anno, anche l'Oxford English Dictionary propone una definizione per camp:
"ostentatious, exaggerated, affected, theatrical; effeminate or homosexual; pertaining to or characteristic of homosexuals. So as n., 'camp' behaviour, mannerisms, etc.; a man exhibiting such behaviour." ("ostentato, esagerato, teatrale, effeminato o omosessuale; riguarda le caratteristiche dell'omosessualità. Come nome, comportamento camp, maniere camp, etc.; un uomo che esibisce un tale comportamento").
E ne sottolinea l'origine: "etimologicamente oscura".






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LE COSE CHE PENZOLANO




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GAGOSIAN GALLERY
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2 PERIODICO
http://www.2periodico.com/




Dove beauty campaign

7.11.09

28.10.09 MARCO VALENTE


PERSEO





CARATTERISTICA DEL LINGUAGGIO
  
STRUTTURE NARRATIVE  & COMUNICAZIONE


LA SINTESI


http://www.youtube.com/watch?v=BnFjSHQFVkA







IL DILEMMA DELLE AVANGUARDIE




" L'Arte delle avanguardie sarà potentemente pubblicitaria.
  L'Arte  della pubblicità è un'arte colorata, obbligata alla sintesi."


manifesto dell'Arte pubblicitaria futurista
Depero 1933






AVANGUARDIE



Termine (dal francese avant-garde = prima della guardia) designante, originariamente, la parte di un esercito che procede avanzato in rapporto al grosso delle truppe. In tale prospettiva il termine passò dal linguaggio militare a quello politico intorno al 1830 per indicare il nuovo compito assegnato agli intellettuali, per lo più di sinistra, che consisteva nella guida morale e orientativa delle battaglie politiche del liberalismo dell'epoca. A partire dalla fine del XIX secolo, la nozione di avanguardia è stata usata metaforicamente per caratterizzare i movimenti letterari ed artistici che volevano essere più avanti (riguardo non solo alle concezioni estetiche, ma altresì ai valori sociali e alle visioni del mondo) in rapporto al proprio tempo.
Il primo ventennio del XX secolo ha visto il susseguirsi di fenomeni artistici di avanguardia, che attraverso i loro manifesti proponevano nuove forme pittoriche e plastiche in sintonia con il mutare dei tempi. I movimenti di avanguardia erano formati da gruppi spesso in polemica tra loro, ma dalla critica e dal contrasto scaturiva una grande spinta creativa. Che si chiamassero cubistifuturistiespressionistimetafisicisurrealistidadaisti, gli artisti di questa generazione volevano cambiare tutto. Le loro battaglie artistiche diedero una nuova impronta a tutta l'arte del Novecento.
Gli elementi fondamentali delle avanguardie secondo vari studiosi sono stati: attivismo esasperato, entusiastico senso dell'avventura, gusto di opposizione e antagonismo, tendenza alla negazione e al nichilismoagonismo. Un altro elemento importante per inquadrare i movimenti di avanguardia è stata la relazione fra oggettività e soggettività che i gruppi hanno attuato: per alcuni di essi è esistita solo la sfera soggettiva estremizzata formata da stati onirici e inconsciistinti e energia vitale, mentre per altri movimenti è esistito solo l'ambito oggettivo assoluto ricavabile dalle discipline scientifiche oppure l'insieme dei due mondi in alternanza e sovrapposti.
I movimenti d'avanguardia, spesso risultano intrecciati alla scienza e alle sue applicazioni tecnologiche, basti pensare alle leggi ottiche enfatizzate dagliImpressionisti, le passioni per l'aviazione e per l'elettricità evidenziate dai Futuristi, la psicanalisi sviscerata dai Surrealisti, la fisica nucleare ispiratrice della pittura informale.
Uno degli scopi dei movimenti di avanguardia è la "morte dell'arte" tradizionale e canonica realizzabile attraverso l'annullamento del momento comunicativo o con l'identificazione dell'espressione artistica con una altra azione del fare umano, come ad esempio l'urlo degli Espressionisti, l'impiego improprio di alcuni oggetti, il ribaltamento di ogni scale di valori. I gruppi di avanguardia attuano una opposizione alla cultura dominante o appartandosi aristocraticamente o partecipando rumorosamente al dibattito pubblico.


Dal punto di vista storico, l’avanguardia ha attraversato tre fasi:
  • le prime avanguardie o avanguardie storiche, nella prima metà del Novecento, caratterizzate da movimenti e manifesti, con tendenza a riversarsi nella attività politica tout court;
  • le seconde avanguardie, o neoavanguardie, negli anni Cinquanta-Sessanta, caratterizzate dal dibattito critico e dalla guerriglia semiologica con i linguaggi della società di massa;
  • e le terze avanguardie, ancora da mettere compiutamente in luce, apparse alla fine del secolo sotto la formula della terza ondata, caratterizzate dallo scontro con il postmoderno e dall’uso dei linguaggi del passato come strumenti eversivi.







PAROLE IN LIBERTA'


Le parole in libertà sono una tecnica poetica espressiva del tutto nuova, in cui è distrutta la sintassi, abolita la punteggiatura e si ricorre anche ad artifici verbo-visivi. Diversi colleghi che avevano aderito al futurismo restano disorientati dalla nuova proposta di Marinetti: è il caso di Aldo Palazzeschi e di Corrado Govoni, che di lì a poco abbandoneranno il movimento. Questi grandi talenti vengono rimpiazzati da altri nomi, meno celebri: a partire dal 1912 il Futurismo conosce il momento di massimo proselitismo, anche grazie al sostegno (per la verità piuttosto effimero) della rivista fiorentina Lacerba diretta da Giovanni Papini e Ardengo Soffici. In questo periodo Marinetti compone Zang Tumb Tumbreportage della guerra bulgaro-turca redatto in parole in libertà. Nel 1914compie anche un importante viaggio a Mosca e a Pietroburgo, dove farà la conoscenza dei futuristi russi. Questi ultimi, pur accogliendo Marinetti tra loro, solleveranno critiche sulla pratica delle Parole in libertà e manterranno una certa distanza nei confronti del movimento artistico italiano.




ARISTOTELE
ARTE IMITATIVA     INTERPRETATIVA     INDIVIDUALE        PASSIVA 
  COLETTIVA                    PERFORMATIVA  


JOHN CAGE

RIMBAUD                    MALLARME'                   BAUDELAIRE


PINOCCHIO . CARMELO BENE


BERGSON


IL TEOREMA LEO BURNETT
* partire dal prodotto
AMBIENT MEDIA
* social campain





PASOLINI 














DESIGN & MESSAGGIO DENOTATO
DESIGN ITALIANO
Domus e oggetti servi di scena
OLIVETTI



EXTRA
* La storia della serpe e del coniglio
*ESC- e sti cazzi