30.1.10

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I 100 mestieri che salvano la Terra!



In questo periodo di gravissima crisi economica, ottimi spiragli di ottimismo si riscontrano in quei lavori “nuovi” nati dall’esigenza di proteggere il nostro pianeta dall’inquinamento e dal degrado ambientale e per trovare nuovi metodi di sviluppo economico e sociale (ad esempio le energie rinnovabili). Una vera e propria miniera d’oro che sta già impiegando moltissime persone. Ne ha dedicato un bel articolo Elena Dusi sul quotidiano la Repubblica di sabato 23 gennaio 2010, intitolandolo appunto “Lavoro più verde: ecco i 100 mestieri che salvano la Terra”.
Cominciamo snocciolando alcuni dati, per dare l’idea del forte incremento che sta subendo il lavoro verde: gli occupati nel settore ambientale sono oggi in Italia 900.000, che fra 10 anni diventeranno ben 1.400.000, con un aumento di occupazione nel settore di ben il 41% dal 1993 al 2008! L’ultimo rapporto dell’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della FOrmazione professionale dei Lavoratori, 
http://www.isfol.it), realizzato tramite lo studio “Progetto ambiente”, si chiama “Boom delle professioni ecologiche. Tutelare l’ambiente aiuta a trovare lavoro” e dimostra appunto le grandi cifre di questo boom lavorativo ecologico. Il rapporto fa riferimento soprattutto ai nuovi master universitari ambientali che si stanno diffondendo nel nostro paese: erano 90 nel 1999 ed oggi sono ben 300 (per un totale di 2.000 corsi annui con 50.000 studenti e corsi organizzati da ben 500 enti pubblici e privati), ma quel che più conta è che l’80.6% di coloro che escono da questi master dopo un anno hanno già trovato un lavoro!!! Tra questi nuovi lavoratori aumentano anche le quote rosa: le donne erano il 12.7% nel 1999, mentre nel 2008 erano già il 25.5%.
È stato addirittura pubblicato un libro in merito, intitolato 
“Green Jobs. Come l’ambiente sta cambiando il mondo del lavoro”: è stato scritto da Marco Gisotti e Tessa Gelisio, pubblicato da Edizioni Ambiente (400 pagg, costo € 16,00), il quale contiene 100 schede e 20 interviste tramite le quali si analizzano le varie opportunità di impiego nel settore verde. Fra le nuove attività (citate nell’articolo dalla Dusi) vi sono l’art director verde (sceglie le campagne di comunicazione per dare ai vari prodotti un’immagine ecologica), l’assicuratore ambientale (specializzato nelle ecopolizze, ad esempio quelle contro l’inquinamento), l’avvocato ambientale (specializzato in diritto di conservazione e di tutela dell’ambiente), il certificatore energetico (colui che redige le certificazioni energetiche degli edifici), l’ecochef (in cucina prepara menù con materie prime controllate e certificate), l’ecocool hunter (ovvero un cacciatore di tendenze ecologiche), l’ecoauditor (controlla che i processi produttivi delle industrie rispettino le normative vigenti), l’ecoblogger (cura e gestisce per conto di aziende un blog scientifico e/o ambientalista), l’ecobrand manager (responsabile della progettazione di linee di prodotti sostenibili), l’ecodiplomatico (rappresenta le istituzioni nelle politiche di ratifica dei trattati internazionali), l’esperto del riciclo(che commercializza solo prodotti di riciclo), il pedologo (esperto nella classificazione, interpretazione e conservazione del suolo), ilrestauratore di giardini e tanti altri ancora. Il fenomeno lavorativo verde non è naturalmente solo italiano, anzi: lo confermano infatti i dati dell’UNEP (United Nations Environment Programme) nel rapporto “Green jobs 2008”.

http://90meteo.blogspot.com/2010/01/i-100-mestieri-che-salvano-la-terra.html

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